L’US Ancona 1905 è la principale società di calcio di Ancona, dopo l’esclusione dell’AC Ancona dalla Serie B e la sua iscrizione alla Terza Categoria marchigiana, ultimo livello dei campionati italiani.
Milita Attualmente nel campionato di Eccellenza Marche.
La S.S. Piano San Lazzaro www.piansanlazzaro.it
La società prende il nome dal quartiere cittadino Piano San Lazzaro, che si estende fra la stazione ferroviaria, in piazza Rosselli e la zona di piazza d’armi.
L’attività sportiva della società anconetana i cui colori sociali erano il granata e l’azzurro, ha inizio nella stagione 1948-1949 nel campionato regionale di II Divisione. Il periodo storicamente più importante per la società è quello che va dal 1956 al 1962, durante il quale la squadra granata riesce a raggiungere i palcoscenici nazionali nel campionato di IV serie (l’odierna Serie D). La retrocessione del 1962 segna un lento ma costante declino. Dopo anni altalenanti trascorsi a disputare i campionati delle più basse categorie del calcio regionale, dalla stagione 2003-2004 la squadra è riuscita a vincere tre campionati consecutivi e a raggiungere il campionato di Eccellenza Marche, nel quale gioca da quattro anni.
Fondazione e storia della vecchia società
L’Unione Sportiva Anconitana, conosciuta poi col nome di Ancona Calcio S.p.A. (a partire dal 1982 a seguito del cambio di denominazione), venne fondata nel marzo del 1905 in un piccolo magazzino del Teatro delle Muse. In quegli anni il calcio ancora non era diffusissimo e furono i marinai inglesi che approdavano al porto di Ancona a dare il via ad una pratica più convinta di questo gioco, ma la sua diffusione in Ancona è legata anche a un giovane, Pietro Recchi che un giorno, trovandosi a Liverpool per lavoro, ebbe l’occasione di assistere ad una partita di football e se ne innamorò. Decise allora di acquistare magliette rosse e calzoncini bianchi (probabilmente perché quelli erano i colori sociali del Liverpool) e, ritornato ad Ancona, vestì così la squadra. Le prime partite di un certo rilievo furono disputate con i marinai inglesi presenti ad Ancona e il primo incontro reso noto dalle cronache cittadine è datato 19 febbraio 1911, partita disputata tra l’Anconitana e la squadra del piroscafo inglese “Britagna” terminato con un pareggio. Solo nel 1921-22 debuttò nel campionato di Massima Serie (allora denominato Prima Divisione) della C.C.I.. La squadra, inserita nel campionato meridionale (Lega Sud), vinse il girone marchigiano, ma venne poi eliminata nella fase finale della Lega Sud (la cui vincente poi affrontava la vincente della Lega Nord nella finalissima scudetto).
Nella stagione successiva l’Anconitana, unica iscritta nelle Marche, venne ammessa automaticamente alle Semifinali Lega Sud, nelle quali si comportò bene arrivando seconda e sfiorando l’accesso alla Finale Lega Sud. Nella stagione 1923-24 i marchigiani invece delusero arrivando quarti e ultimi nel girone di Semifinale. Indimenticabile invece fu la stagione 1924-25, quando gli anconitani vinsero il girone di Semifinale e si giocarono l’accesso alla Finalissima scudetto contro il fortissimo Bologna nella Finale Lega Sud con l’Alba Roma. I romani si dimostrarono fortissimi stravincendo nelle due sfide (poi persero contro il Bologna per 4-0 e 2-0 la finalissima scudetto).
Nella stagione 1925-26 l’Anconitana stravinse il Girone Marchigiano a 2 squadre (l’altra era la Maceratese) e si qualificò alla semifinale di Lega Sud dove arrivò terza. Una riforma dei campionati, la Carta di Viareggio, fece però retrocedere l’Anconitana nel Campionato Cadetto di Prima Divisione. L’Anconitana nella stagione 1926-27 venne inserita nel Girone C di Prima Divisione, per la prima volta insieme alle squadre del Nord. Andò malissimo con i marchigiani che arrivarono ultimi e sarebbero dovuti retrocedere in Seconda Divisione ma vennero poi ripescati in seguito ai ripescaggi nella Serie Superiore.
Nel 1927-28 l’U.S. Anconitana si fuse con la Stamura e venne creata la Società Sport Ancona. La fusione, però, durò solo un anno, dopodiché la Stamura sis taccò dalla S.S. Ancona.
Il 12 Luglio 1932 la S.S. Ancona si fuse con la S.S. Emilio Bianchi di Ancona formando così la U.S. Anconitana-Bianchi.
Nella stagione 1936-37 l’Anconitana-Bianchi raggiunse per la prima volta la Serie B, dopo aver vinto il campionato di Serie C. Vi rimase per quattro stagioni, sfiorando la promozione in Serie A nel 1939-40. L’anno successivo fu però retrocessa in Serie C, ma ci rimase per poco, tornando in B l’anno seguente.
Nel frattempo, nella stagione 1938-39 vinse la Coppa Italia Centrale.
Durante la guerra il campionato di calcio venne sospeso per 2 stagioni. Alla ripresa l’Ancona riprese l’attività nel 1945 prendento parte ad un campionato di assestamento, misto tra Serie A e Serie B con la denominazione “U.S. Anonitana”, essendo stata sciolta la fusione con la Emilio Bianchi. Nel 1947 fu provvidenziale il ripescaggio della Triestina in Serie A, avvenimento che liberò un posto in serie B che l’Ancona riuscì a conquistare in uno spareggio fra le migliori retrocesse contro la Biellese.
Nel 1948 durante la partira di Serie B tra Ancona e Pisa l’arbitro Vannini di Bologna negò negli ultimi minuti un rigore all’Ancona; i tifosi inferociti distrussero le recinsioni e dopo aver abbattuto le porte dello spogliatoio lo raggiunsero pestandolo selvaggiamente tanto da ridurlo in coma! Per 2 anni il campo dell’Ancona venne squalificato e ovunque l’Ancona giocasse veniva accolta al grido di “assassini e delinquenti” per un fatto fino ad allora senza precedenti nei campi di calcio italiani!
Per circa 50 anni poi l’Ancona militò tra Serie B, Serie C e Serie D, fino al 1991-92 quando la squadra conquistò la prima storica promozione in Serie A. Infatti il 7 giugno 1992 l’Ancona pareggiando 1-1- a Bologna (rete di Ermini al 48’) centrò la grande promozione in massima serie, per l’apoteosi dei numerosissimi tifosi dorici giunti al Dall’Ara. La città completamente impazzita fin dalla mattina invase la via Emilia con bandiere e striscioni biancorossi, presentandosi in 12000 allo stadio, sbalordendo i tifosi bolognesi per numero, tifo e calore e che neanche la pioggia fermò. La militanza in massima serie fu però breve, infatti la squadra fu retrocessa l’anno seguente.
Proprio però l’anno dopo, nel 1993-1994 l’Ancona arrivò alla sua prima finale di un torneo importante: la Coppa Italia. In finale incontrò la Sampdoria di Gullit, Mancini e Platt e dopo un onorevole 0-0 conquistato in casa dovette soccombere per 6-1 a Genova di fronte a oltre 2000 anconetani accorsi fin lì. L’anno successivo, poi arrivò fino alla semifinale del torneo Anglo-Italiano.
Nel 1997-98 la squadra rischiò il fallimento, quando venne retrocessa in C1. Riguadagnò poi la Serie B nel 1999-00 al termine di una delle partite più emozionanti della storia biancorossa. L’11 giugno 2000 andò in scena allo stadio Curi di Perugia la finale play-off tra i dorici e gli “odiati” cugini dell’Ascoli, una partita assolutamente vietata ai deboli di cuore. La partita si concluse a reti inviolate nei 90’ regolamentari, quindi si andò ai supplementari. L’Ascoli si portò in vantaggio al minuto 100 (primo tempo supplementare) facendo sprofondare all’inferno i tifosi e la squadra dorica, ma il bello doveva ancora venire. Infatti al 118’ del secondo tempo supplementare, a soli 2’ dalla fine della partita, l’Ancona trovò un incredibile pareggio ad opera di un giovane attaccante per di più anconetano d.o.c., Mirko Ventura. I tifosi dorici esplosero dalla gioia e al fischio finale iniziò la sgrande festa biancorossa. (Ancona promossa per miglior piazzamento in classifica ottenuto nell’arco del campionato).
Nel 2002-03, sotto la guida dell’esperto Luigi Simoni l’Ancona ottenne la sua seconda promozione in Serie A. Grazie al mister e alla validità del suo gruppo, i dorici disputarono un ottimo campionato, raggiungendo la matematica promozione il 7 giugno del 2003 a Livorno dove, pareggiando 1-1 con la squadra di casa, (rete di Daino al 50’) ottenne il lasciapassare per il “Paradiso”, mandando in apoteosi gli 8000 anconetani presenti allo stadio In quell’anno l’Ancona arrivò anche agli ottavi di Copp Italia dove affrontò il Milan e dopo un ottimo 1-1 in casa, si dovette arrendere alla netta superiorità rossonera nel ritorno di Milano perdendo per 5-1.
Nella stagione 2003-2004 ha partecipato al Campionato di Serie A, e nonostante una squadra composta da buoni giocatori come Goran Pandev, Dino Baggio, Maurizio Ganz, Dario Hubner, Milan Rapaic, Christian Bucchi, Paolo Poggi e Mario Jardel, retrocedette subito in serie B racimolando appena 13 punti in 34 giornate.
Dal fallimento al ritorno in Serie B
Subito dopo la clamorosa retrocessione la società, per i grossi sforzi economici sostenuti, fallì e venne sostituita dalla A.C. Ancona (gestita dalla famiglia anconetana degli Schiavoni e a partire da ottobre 2007 dalla società Terzo Tempo srl), che per meriti sportivi poté partire dalla Serie C2.
Il 6 marzo 2005 la società festeggiò il centenario di attività calscistica con una maglia apposita indossata in occasione di un pareggio per 1-1 contro il San Marino.
Seguirono anni travagliati, sia dal punto di vista dei risultati che dal punto di vista organizzativo- Si ricorda la promozione in Serie C1, ottenuta per ripescaggio nel 2005-2006 dopo una stagione deludente, culminata con l’eliminazione dai play-off e la salvezza ottenuta ai play-out nel 2006-2007, con un finale in crescendo dopo un campionato colmo di difficoltà di ogni tipo. Nel girone di andata del campionato di Serie C1 2007-2008 sembrarono arrivare momenti migliori per la tifoseria dorica. La squadra, difatti, si insediò al primo posto e lo mantenne fino allo scontro diretto con la Salernitana giocato a fine ottobre e terminato 1-0 per i campani padroni di casa. Nonostante un calciomercato di gennaio di primo livello, la squadra non sembrò riprendersi, inanellando una serie di risultati deludenti che la mantennero comunque nella parte alta della classifica, a causa di un inusuale equilibrio quasi assoluto fra le squadre del campionato. Dopo il cambio della guardia con Terzo Tempo Srl a partire dall’ottobre 2007 con le dichiarazioni della società riguardo alle rinnovate ambizioni di Serie B, la situazione sembrò prendere una piega favorevole nei match successivi. Conquistato l’accesso ai play-off, l’Ancona batté meritatamente in finale il Taranto e ottenne così la promozione in Serie B.
Il ritiro pre-campionato 2008-2009 si svolge a Montecopiolo, una piccola cittadina in provincia di Pesaro e Urbino. Il campionato 2008-2009 parte bene, con risultati significativi come la vittoria contro il Brescia e sull’insidioso campo di Empoli. Il girone di ritorno inizia con la sconfitta nel derby contro l’Ascoli e, in seguito, con l’esaltante vittoria contro il Parma (doppietta del bomber Salvatore Mastronunzio): in tal modo i dorici si proiettano nella parte alta della classifica nonostante si rilevi, durante la sessione invernale del mercato, la cessione di Maurizion Nassi al Brescia.
Il girone prosegue con parecchi risultati negativi e un calo notevole in classifica. Ciononostante i dorici dimostrano di potersi giocare la salvezza fino alle ultime giornate, anche grazie alla svolta data dall’esonero di Francesco Monaco a quatrro giornate dalla fine, in favore del bergamasco Sandro Salvioni. Con il nuovo allenatore la formazione marchigiana riesce a battere il Sassuolo per 2-1 in pieno recupero, anche se la settimana dopo perde contro la Triestina per 1-0 a causa di un singolare autogol di Catinali e ricade in zona retrocessione. Non serve il pareggio alla successiva giornata per 1-1 in casa col Grosseto, che di fatto mantiene i dorici al terz’ultimo posto. Si pensa ormai ad una retrocessione in Prima Divisione, poiché la gara succesiva sulla carta è molto insidiosa per l’Ancona: dovrà incontrare l’Albinoleffe di Armando Madonna, che vuole tentare un ultimo assalto ai play-off per la promozione in Serie A. Le cose si mettono male per l’Ancona, che a poco più di venti minuti dalla fine della partita sta perdendo per 3-1, ma a sorpresa riesce a segnare due gol in due minuti (70° Mastronunzio, 72° De Falco), riuscendo così a portarsi sul 3-3 e a tenere aperte le speranze di salvezza. Alle notizie del doppio vantaggio del Cittadella sul Rimini e del gol del Modena contro la Triestina, i dorici vedono ormai vicina la retrocessione, che si starebbe per avverare visto anche il pareggio del Pisa contro il Brescia. I risultati sugli altri campi restano in gran parte immutati, ma a segnare al 90° minuto contro ogni aspettativa sono proprio i dorici di Salvioni, che ottengono l’agognato e importantissimo vantaggio (4-3). La squadra, tuttavia, retrocederebbe comunque poiché il Pisa sta per ottenere un pareggio prezioso contro il Brescia. Al 94° minuto, però, il Brescia trova il gol della restrocessione diretta, anche se la sua permanenza in Serie B sarà decisa dai play-out contro il Rimini. Nella gara d’andata l’Ancona pareggia 1-1 all’86° minuto grazie a Mastronunzio, mentre al ritorno espugna il Romeo Neri di Rimini vincendo 0-1 con un’altra rete di Mastronunzio. L’Ancona rimane in Serie B.
Nella stagione 2009-2010, dopo aver lottato per la promozione durante il girone di andata, la squadra si classifica al 17° posto.














